31 Lug

Come diventare i creatori della propria realtà

Non è la specie più forte a sopravvivere e nemmeno la più intelligente. Sopravvive la specie più predisposta al cambiamento

Per imparare a dare forma alla nostra personale realtà e liberarci dai nostri più opprimenti condizionamenti, abbiamo analizzato negli articoli precedenti due importanti dualismi: forza di volontà-forza interiore e speranza-intenzione.
“Ciò che credete possibile diventerà davvero reale solo quando la vostra ragione vibrerà in perfetto accordo con la vostra verità.”
Riporto la vostra attenzione al modello presentato nel mio primo libro “Felici nella giusta proporzione” perché è da lì che ha origine l’unione con questo mio secondo pensiero, pensiero che come avrete compreso da bravi allievi, è diventato la mia realtà.
Qual è la giusta proporzione per essere felici?

Cambiamento : ricerca del disequilibrio controllato = dubbio : ricerca della conoscenza

Primo e fondamentale termine: l’unica cosa certa ed eterna nella nostra vita è il cambiamento e questo ormai dovreste saperlo! Quindi non deve essere considerato come un ostacolo da superare perché fa parte del cammino personale. Purtroppo è la paura che ci affligge e che ci fa vivere male il passaggio da una situazione ad un’altra e, come si sa, la paura non va d’accordo con il coraggio. E già. Ogni cambiamento ci obbliga a lasciare ciò che siamo (nel bene e nel male.) per vivere una nuova fase della nostra esistenza.
Lasciare però ciò che è conosciuto per il non conosciuto in effetti fa tremare, anche se il nuovo sarà probabilmente migliore (non lo sappiamo e non ne abbiamo certezza!). Vi chiedo: avere a portata di mano un orizzonte in continuo cambiamento non è la gioia più grande? Se tutto fosse già scritto o assodato non sarebbe limitante? E dunque il cambiamento è una grande opportunità, ci permette di compiere passi fondamentali nel cammino della nostra esistenza.
Concetto base del mio pensiero? L’equilibrio non esiste.
Detto questo, entra in gioco il secondo fattore della proporzione: il disequilibrio controllato. Il concetto di equilibrio rimanda ad una idea di staticità e visto che l’uomo è per sua natura un organismo dinamico, il concetto statico di equilibrio non può rientrare nel nostro essere! Quindi ogni volta che venite in studio dicendomi che state ricercando il vostro equilibrio e chiedendo il mio aiuto per farlo, potete stare sereni, non lo troverete mai e non potrò mai fare nulla per farvelo ritrovare! Un equilibrista che ci sembra così bravo a mantenere l’equilibrio cosa sta facendo in realtà? Sta “semplicemente” oscillando intorno al suo baricentro… se oscillasse troppo cadrebbe, se fosse immobile probabilmente dovremmo preoccuparci, sarebbe morto! Deve quindi controllare le sue oscillazioni e mi piace definire questa come una situazione di disequilibrio a cui aggiungo poi il termine “controllato” poiché è proprio quel controllo minuzioso dei suoi spostamenti, che rende il funambolo impeccabile nella sua arte. Quindi il mio compito è quello di farvi ritrovare il vostro disequilibrio controllato e non, per fortuna, il vostro equilibrio!

Come diventare i creatori della propria realtà - senza-categoria

E sapete cosa ci permette di oscillare? Bravissimi, proprio così, il cambiamento di cui sopra! Mettendo insieme questi due fattori si capisce che ad ogni cambiamento che ci troviamo ad affrontare nella vita, dobbiamo ricercare e trovare quanto prima il nostro disequilibrio controllato.
Ecco perché insisto nel dire che il cambiamento è sempre positivo perché ci rende vivi, presenti e attivi.
Il dubbio su cosa fare o su cosa sia giusto rappresenta però quell’incertezza che pone l’uomo sul cammino verso la sua massima evoluzione. Ecco infatti il terzo fattore: di fronte ad ogni dubbio siamo obbligati a dover scegliere e per poterlo fare è fondamentale scavare dentro di noi, capire cosa sia veramente importante per raggiungere il nostro fine, quello che abbiamo come obiettivo in questo determinato momento della nostra vita.
La bellezza è proprio quella di avere a disposizione una moltitudine di variabili che è però allo stesso tempo quel che paralizza la maggior parte delle persone rispetto alla possibilità di scegliere in libertà… e già, l’universo ci mette di fronte anche a questo… è generoso e bastardo allo stesso tempo!
Ma davanti a tutte queste possibilità come possiamo orientare la nostra scelta?
Scegliere è sempre positivo, indipendentemente dagli esiti che ne deriveranno, considerando poi che spesso piccole scelte non fatte portano a dover maturare grandi decisioni in seguito.
Anche il non scegliere manifesta comunque una scelta, quella del non decidere, del delegare, del vivere la propria vita in maniera passiva. A voi la scelta!
Torniamo a noi.
Primo passo per orientare la scelta è quello di mettere da parte la paura di sbagliare poiché questa sarebbe già una condizione limitante; secondo passo definire le tre caratteristiche fondamentali dell’operare una scelta: agire la propria libertà, farlo con responsabilità e accettare umilmente i propri limiti.
Solo in questo modo potremmo arrivare ad una scelta consapevole orientata dalla reale conoscenza di noi stessi che, in un cammino continuo di crescita, ci porrà sempre di fronte nuovi dubbi a cui trovare risposta.
Ricapitolando
“Ad ogni cambiamento della vita dobbiamo assolutamente focalizzare la nostra attenzione circa il ritrovare il proprio disequilibrio controllato; in queste situazioni si presenteranno automaticamente dei dubbi che, soltanto attraverso la conoscenza di se stessi e di ciò che ci circonda, potranno essere risolti.”
La domanda che a questo punto sorge spontanea è sempre la stessa: “Antonio, quand’è che non si verifica correttamente la proporzione, visto che tutto sembra così logico?”.
Il punto cruciale risiede nel dubbio: non sempre le persone di fronte al sorgere di un dubbio rispondono con una scelta definitiva (e vi ho detto come dovrebbe essere questa scelta), ma con un altro dubbio e poi, a quello, con un altro dubbio ancora, perché la mancata conoscenza di sé non li conduce verso una decisione lasciando che gli eventi segnino il loro destino. Attenzione. Sto dicendo che il dubbio è fondamentale ed è all’origine della ricerca di conoscenza, ma ad ogni dubbio deve corrispondere una scelta che andrà solo in seguito a generare un altro dubbio e un’altra scelta in un continuo processo evolutivo!
Avete dei dubbi?! Rispondetevi!
Ma basta davvero applicare questa proporzione per essere felici?
Mi sono sentito chiedere spesso dopo la pubblicazione del libro: “Di fronte ad una malattia importante o ad una patologia, come puoi pensare di essere felice?” Certo, avete ragione!
Poiché non so vivere senza pormi domande e senza lasciarmi sommergere dai dubbi, ho cercato di prendere spunto da qui per provare a dare risposte e mi sono detto: non si può essere felici di fronte alla malattia perché questa probabilmente si è generata poiché la proporzione non si era verificata e di conseguenza vi siete ritrovati fuori dai limiti A e B.
Dunque la vera domanda che mi sono posto (e che dovreste porvi voi) non è come poter essere felici di fronte alla malattia ma come da questa condizione sia possibile rientrare all’interno del nostro range di disequilibrio controllato e quindi essere consapevoli della nostra malattia con l’obiettivo finale non più di essere felici ma di guarire… e la felicità arriverà di conseguenza.

Biznes

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