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FELICI NELLA GIUSTA PROPORZIONE

E’ il primo libro di Antonio Viti, l’inizio del suo percorso di studio e analisi.
Il nostro desiderio di uomini è di vivere una vita felice e meravigliosa e nella
vita godiamo della “quantità” di felicità che ci siamo procurati.
Per questo l’intento dell’autore è quello di “risvegliare” la consapevolezza di
essere totalmente responsabili di ogni attimo della nostra vita, di quella che
abbiamo vissuto e di quella che stiamo vivendo. La consapevolezza ci fa
rendere conto che è il cambiamento che ci tiene “vivi” e che la vita è fatta di
cambiamenti e che in ogni caso saremo noi a creare la nostra storia e ne
saremo i protagonisti. Allora possiamo scegliere di agire in modo responsabile
iniziando a cambiare le nostre idee, i nostri comportamenti, soprattutto i nostri
pensieri, accettando prima di tutto il fatto che sia necessario vivere all’insegna
del cambiamento. Rispondere al cambiamento significa intraprendere le azioni
che ci riconducono al nostro personale equilibrio o meglio al nostro
“disequilibrio controllato”. In queste situazioni si presenteranno
automaticamente dei dubbi che, soltanto attraverso la conoscenza di noi stessi
e di ciò che ci circonda, potranno essere risolti. Solo così potremo fare una
scelta consapevole ed essere responsabili del nostro destino. Il dubbio è il
mezzo più efficace per poter scegliere nel miglior modo e ampliare la nostra
visione. La nostra capacità di rispondere efficacemente e la ricerca della
conoscenza, devono modificarsi in maniera proporzionale. Da queste riflessioni
nasce il primo schema, la prima proporzione che può essere applicata ad ogni
circostanza della vita.
Una volta appreso il meccanismo non potremo più abbandonare il nuovo modo
di vedere le cose e ci approcceremo alla vita con fiducia e credendo che ogni
problema possa avere la sua facile risoluzione.


“Ero intelligente e volevo cambiare il mondo.
Ora sono saggio e sto cambiando me stesso”
Dalai Lama

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...E QUESTO È QUANTO

E’ il secondo libro di Antonio Viti, che ha l’obiettivo di dare maggiore
concretezza ai concetti della prima e della seconda proporzione anche
attraverso un confronto con l’ingegner Gadducci esperto in biomedica e
metodiche quanto-biofisiche.
Ad ogni cambiamento della vita dobbiamo focalizzare la nostra attenzione circa
il ritrovare il nostro disequilibrio controllato. A raggiungerlo sarà più facilitato
colui che ha una forza interiore riconosciuta e strutturata che lo può sostenere
nella ricostruzione della propria identità personale integrando il danno derivato
dalla malattia o dai cambiamenti subiti in una nuova immagine di sè. E questo
dal punto di vista fisico quantistico corrisponde al fatto che nell’universo
esistono infinite possibilità e ognuna ha una sua vibrazione. Sta a noi trovare
la giusta vibrazione e risuonare con essa. Esiste un mondo fatto di qualità che
non è soggetto allo scorrere del tempo, semplicemente esiste.
Quindi vivendo con la massima consapevolezza i quattro fattori della
proporzione e i collegamneti che esistono tra loro è possibile iniziare un
cammino di guarigione e raggiungere e conoscere il nostro disequilibrio
controllato.


“Tutto è energia e questo è quello che esiste.
Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri
e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà.
Non c’è altra via.
Questa non è filosofia. Questa è fisica”
Albert Einstein

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SULLE SPALLE DEI GIGANTI

E’ il terzo libro di Antonio Viti, dove, appoggiandosi sulle spalle di giganti, cerca
di dare vita ad un nuovo modo di guardare la realtà, gli eventi, la patologia e il
suo svilupparsi, la guarigione e la possibilità che avvenga, osservando l’uomo e
il mondo da un’angolatura diversa da quella comune, usuale e spesso comoda.
L’autore crea un nuovo parallelismo quello tra la sua “filosofia terapeutica” e
alcuni concetti della genetica, della genomica e dell’epigenetica che
permettono un approfondimento del significato di salute e della possibilità per
ognuno di noi di raggiungere il benessere.
Il destino esiste perché siamo nati con un determinato codice genetico, che ci
rende unici, su cui è scritto il nostro potenziale. Eppure modificare la funzione
del nostro codice spetta a noi e alla relazione che creiamo con l’ambiente che ci
circonda, ambiente fatto di rapporti interpersonali, di lavoro, di luoghi, ma
anche di scelte, di personalità, capacità, responsabilità, modalità di affrontare
la vita. Non si può trasformare quanto è scritto sul nostro DNA, ma esiste il
modo di evitare o di allontanare il momento in cui davvero si attiverà ciò che
potrebbe manifestarsi! Le nostre scelte di vita potranno potenzialmente
attivare o disattivare quello che è da sempre scritto nel nostro codice genetico
se riusciremo a rimanere all’interno del nostro intervallo di benessere,
mantenendo il più possibile uno stato di “disequilibrio controllato”.
L’attitudine di ognuno ad affrontare le difficoltà con un determinato
comportamento, la propensione a risolvere le avversità e canalizzare
l’intenzione e l’attenzione verso l’obiettivo essenziale sono le uniche cose che
possono spiegare guarigioni altrimenti incomprensibili.
La nostra INTENZIONE deve essere diretta verso la funzione dei nostri geni:
tutto è davvero già scritto, ma è nostra facoltà modificarne il risultato lungo il
percorso che chiamiamo vita.

“Una predisposizione genetica è quello che dice la parola,
una predisposizione, non è un destino scolpito nella pietra.
Si può scegliere nella vita”
(Dott.ssa Melfi “I Soprano”)

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VARIABILITÀ DELLA
FREQUENZA CARDIACA (HRV) E DISEQUILIBRIO CONTROLLARO

In questo libro Antonio Viti fornisce la chiave per unire profondamente l’interpretazione
filosofica del suo lavoro, maturata in 20 anni di attività, a quella tecnico scientifica.
Oscillando tra filosofia e scienza, tra proporzioni matematiche e fisica quantistica, tra genetica ed epigenetica si dimostra come la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) fornisca la possibilità oggettiva di conoscere quelli che sono i nostri limiti e, di conseguenza, il nostro personale intervallo di benessere.
La misura e l’analisi della variabilità della frequenza cardiaca (HRV) rappresentano la bussola che consente di identificare in modo oggettivo il sovraccarico allostatico, di definire il percorso terapeutico e di seguirne la sua risoluzione o peggioramento nel corso del tempo.
Grazie a quest’analisi si riesce anche a condividere con il paziente il percorso terapeutico, ad aiutarlo ad ascoltarsi, a capirsi e a prendere coscienza che l’aver bisogno di aiuto non è essere deboli, ma anzi, è avere la forza della consapevolezza e che la nostra intenzione e la nostra
forza interiore possono guidarci.

“La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il
miglioramento delle condizioni dell’umanità.”
Nikola Tesla